La Cucina

Quando il turismo ancora non esisteva, o aveva numeri molto irrisori, l’economia della Val di Fassa era basata pincipalmente sull’allevamento e sull’agricoltura. Le materie prime che ne derivavano venivano sfruttate e lavorate in modo tale da avere una grande varietà di piatti che, ancor oggi, seppur rivisti ed aggiornati, richiamano migliaia di turisti che ne apprezzano la semplicità ed il sapore. Nel nostro menu non mancano le proposte di piatti tipici che vi faranno conoscere la cultura gastronomica ladina.

Alcuni dei piatti locali più conosciuti:

Primi piatti:

Cajoncìe
Ravioli dalla caratteristica forma a mezzaluna che solitamente  farciti con spinaci, rape rosse, fichi o zucca.

Canederli
Il termine canederli (bales o gnoches in ladino) deriva dal tedesco “knot” cioè “grumo” o “nodo”. È un piatto della cucina povera contadina che permette il riciclo del cibo avanzato. Sono gnocchi fatti di pane raffermo, latte, uova ed insaporiti con speck o formaggio e prezzemolo o erba cipollina.
È un tipico primo piatto ma può essere mangiato come accompagnamento di un secondo oppure nella versione dolce e moderna alla ricotta, albicocche o fragole.

Secondi piatti:

Gulash
Il termine, dall’ungherese, significa “zuppa del mandriano”. È una zuppa a base di carne che viene cotta al punto da diventare simile allo spezzatino. La ricetta originale prevede che il gulasch sia ricoperto di paprika, spezia che dà al piatto una colorazione rossastra.

Crauti
Il termine crauti (crauc in ladino) dal tedesco “Kraut”, significa “erba”.  Il cavolo cappuccio viene fatto fermentare  con aggiunta di sale da cucina. Questo trattamento fa sì che i crauti assumano quel sapore asprigno che li caratterizza. Non mancano mai nei piatti tipici della Val di Fassa.

Dolci:

Fortaie
Le fortaie (fortaes in ladino) sono un dolce tipico che viene fatto spesso durante le feste di paese. La pastella, a base di farina, uova e latte, viene versata nell’olio bollente e prende una forma tutta attorcigliata, una volta cotta viene ricoperta da zucchero a velo e arricchita da marmellata di mirtilli rossi.

Zelten
Il nome deriva dal tedesco “selten” che significa “a volte” ed è il prodotto della cucina povera la quale ha dato origine a torte e dolci che erano la versione arricchita del semplice pane fatto in casa.
Lo zelten infatti è un pane dolce di frutta secca, pinoli e noci tipicamente natalizio che nel corso negli anni, con il migliorarsi delle condizioni di vita, si è arricchito sempre più fino a diventare il goloso dolce che possiamo assaporare oggi.

Strudel
Il nome deriva dal tedesco e significa “vortice”. È un dolce dalla pasta arrotolata e ripieno a base di mele, uvetta, cannella e pinoli. È tipico delle zone italiane che un tempo facevano parte dell’Impero Austro-Ungarico.

Formaggi:

Formaggi
I prodotti caseari sono da sempre la base della cucina fassana: importanti prodotti della valle sono il Puzzone di Moena che deve il suo nome al caratteristico odore e che è diventato DOP nel marzo 2013 e il Cuor di Fassa (Cher de Fascia in ladino) prodotto presso il caseificio di Pera di Fassa.
All’interno delle malghe o nei fienili di montagna un tempo  questi formaggi venivano prodotti  ed insieme alla polenta, al latte e alle patate rappresentavano la base dell’alimentazione.

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